La cultura armonica nella azienda agricola biodinamica

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Il metodo biodinamico. La visione di Rudolf Steiner del continuo dialogo fra i pianeti e la Terra, per mantenerne la qualità e renderla sempre più fertile.


L’azienda agricola biodinamica


La teoria di R. Steiner illustra come le forze planetarie governino i processi chiave del ciclo vitale delle piante e come queste forze siano diffuse dalle matrici silicea e calcarea presenti sul nostro pianeta. Il filosofo spiega che la connessione tra le energie cosmiche e le forze della natura avviene attraverso l’esperienza dell’agricoltura.


“L’azienda agricola deve cercare di avvicinarsi il più possibile alla condizione di essere un’individualità, ovvero si deve avere la possibilità di trovare in seno all’azienda quanto è necessario al suo funzionamento ivi compreso l’allevamento.
Nell’individuo azienda che presenta le proprie peculiarità, sottese ad esempio all’ubicazione, al clima, all’organizzazione, è necessario rendersi conto dell’assoluta importanza del terreno agricolo, considerandolo non un semplice substrato minerale, ma un vero e proprio organo in seno all’individuo azienda.

Steiner paragona il terreno agricolo al diaframma, muscolo del nostro corpo.

Le piante sono rappresentate come un essere umano piantato a testa in giù. Secondo questa visione gli uomini, gli animali e le piante agiscono nel ventre dell’azienda agricola.

Ciò che esiste al di sotto del diaframma, rappresentato dalla linea del suolo, agisce sulla crescita vegetale globale analogamente alle funzioni ricoperte nel nostro corpo da testa, circolazione e respirazione.
È fondamentale favorire l’equilibrio e la circolazione delle energie che dal sottosuolo si dirigono verso l’alto e che rappresentano la memoria cosmica del terreno. Le cure necessarie sono prestate dai contadini al “ventre dell’azienda” che, a sua volta, fornisce il terreno dei preziosi elementi scaturiti dall’energia cosmica, che è generata dai pianeti vicini.


I principi dell’agricoltura armonica

Nelle otto conferenze tenute a Koberwitz, Steiner afferma la centralità della conoscenza profonda e ampia di tutti i fenomeni legati all’agricoltura, attraverso una loro continua osservazione, perche l’uomo dipende necessariamente da quanto la terra gli offre per la sopravvivenza.
Purtroppo, nei secoli, perseguendo soprattutto lo sfruttamento della terra per trarne il massimo vantaggio possibile, si è perso il legame istintivo con la natura, che permetteva al contadino di agire con sicurezza nei diversi settori agricoli. Ciò ha dato luogo a una inesorabile degenerazione della Terra e di tutto quello che ne fa parte.

Secondo Steiner è necessario seguire, quindi, i principi dell’antroposofia e, da buon illuminista, tornare a osservare la vita delle piante, degli animali, della terra. Per raggiungere questo scopo è necessario attingere da una conoscenza spirituale più profonda per poter riconoscere l’armonia che esiste tra la visione del mondo spirituale e la conoscenza del mondo materiale:

“… in campo antroposofico si può operare in pari tempo da due direzioni: da quella più altamente spirituale e da quella più pratica; e si opera in senso giusto soltanto quando l’una e l’altra si intrecciano in piena armonia.” *


La nuova agricoltura


Continuamo a parlare dei fenomeni naturali, la natura assume un’immagine inconsueta, dove si distinguono due specie di forze formatrici: quelle del nostro pianeta e quelle cosmiche.

Entrambe interagiscono con il suolo, l’acqua, l’irraggiamento solare, la vita animale e lo sviluppo delle piante e chi opera nel settore agricolo non può prescindere da questa connessione, ma deve tenere conto di ogni singolo impulso proveniente dall’universo.
L’azienda agricola, sostiene Steiner, deve essere lo specchio di questi principi ossia un organismo che soddisfa completamente il suo fabbisogno interno e in cui allo stesso tempo la terra coltivata, le piante e gli animali possono vivere in un equilibrio sano e naturale.


Gli impulsi scientifico-spirituali


“Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura” (che citiamo in questo articolo) è un testo, su questi temi, del 1924. Esso è unico per la sua singolarità e rappresenta ancora oggi la più innovativa e interessante visione di una agricoltura sana.
Come in un fermo immagine, si può supporre che Steiner, per un attimo, abbia potuto cogliere la visione completa dell’interazione fra l’energia cosmica, rappresentata dal movimento dei pianeti e l’energia del pianeta Terra e, parallelamente, l’azione dello spirito della natura e le sue relazioni con i metodi di produzione agricola.
Questa intuizione lo ha portato a sviluppare concetti fondamentali e impulsi innovativi che, ancora oggi, sono patrimonio e fulcro dell’agricoltura biologica.

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Le interazioni tra spirito e agricoltura


Il filosofo parte da una riflessione sull’agricoltura che ne coinvolge tutti gli ambiti, compresa la realtà della vita sociale del suo tempo, una riflessione ancora attuale:


È necessario ricongiungere l’agricoltura teorica proposta dai modelli dell’economia politica con l’agricoltura che trae il suo giudizio dal campo, dalla foresta e dagli allevamenti.
Dovrebbe cessare ogni discorso di economia politica che non parta dalla realtà stessa.


Pertanto con l’aiuto di una conoscenza spirituale più profonda, si colmeranno quelle carenze che l’istinto non è più in grado di riempire.


Ciò è possibile osservando più ampiamente la vita delle piante, degli animali e della terra stessa, osservando i fenomeni fin nel loro aspetto cosmico.


Steiner vuole sottolineare in modo critico la scissione del mondo agricolo dall’ambito naturale, in contrapposizione allo sfruttamento imposto dagli economisti.

Questi sovrappongono modelli teorici di sviluppo, a un sistema di produzione naturale senza aver capito cosa avviene sul campo.


L’agricoltura vista da Steiner


La visione dell’agricoltura proposta da Steiner non si esaurisce nella semplice osservazione degli processi naturali. Essa teorizza le profonde implicazioni spirituali sull’attività della natura, spiega in modo più esteso l’influsso dei pianeti sull’agricoltura stessa.

Descrive le intime funzioni di alcune sostanze ed elementi chimici nell’azienda agricola, indicandoli come vettori delle energie cosmiche, per fornire importanti strumenti d’interpretazione dei fenomeni osservati.
Questa narrazione si trasforma in un metodo innovativo che dà vita all’agricoltura biodinamica basata sul concetto, creato da Steiner, di “dinamizzazione” , cuore pulsante dell’azienda agricola condotta secondo il metodo biodinamico.


L’influenza del cosmo sulla vita delle piante


La pianta è immersa nella generale vita della natura e non si può comprendere la vita delle piante senza considerare che tutto quanto esiste sulla Terra è soltanto un riflesso di ciò che avviene nel cosmo e la pianta ne dipende completamente.
Le forze che concorrono alla vita sulla Terra, ma che provengono dal cosmo, sono rappresentate principalmente dalle influenze dei pianeti. Queste forze agiscono sulla Terra attraverso due matrici: la silice veicola le forze dei pianeti esterni Marte, Giove e Saturno mentre l’elemento calcareo veicola le forze dei pianeti interni Luna, Mercurio e Venere.


In questo modo, Steiner afferma l’influenza del cosmo sulla vita delle piante, pone l’attenzione sui due elementi materiali presenti sulla e nella superficie terrestre.

Esse interpretano e veicolano le influenze planetarie, distinguendole fra influenze provenienti da (i pianeti esterni all’orbita terrestre) Marte, Giove, Saturno, influenze governate dalla silice. Sono nettamente diverse da quelle originate dai pianeti (interni all’orbita terrestre) Mercurio, Venere, Luna terrestre governate dalla sostanza calcarea.

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Sostanza silicea e sostanza calcarea


Quando ci si sofferma sulla parola silice si pensa alla sabbia, al vetro e anche all’industria informatica e, continuando, si potrebbe pensare al quarzo, all’opale e ad altri solidi cristallini presenti sulla Terra e composti esclusivamente da silice, ma si rimane sempre nell’ambito della materia inerte.
È straordinario scoprire che un gran numero di animali e piante utilizzano la silice, attraverso l’acqua dolce e salata, come impalcatura per le loro strutture scheletriche. Questo vale per esempio per le diatomee e le spugne silicee nel regno animale e numerosi cereali e la canna da zucchero tra i vegetali.
La silice è l’elemento più diffuso nella crosta terrestre, concorrendo alla sua formazione per il 59% circa, la sua assenza produrrebbe tessuti vegetali senza impalcatura di sostegno che si svilupperebbero in piante di forma pressappoco a piramide con tessuti simili alle piante di cactus. Anche gli steli dei cereali si presenterebbero ingrossati alla base con spighe poco sviluppate alle quali non arriverebbe nessuna energia.


Funzione spirituale della matrice silicea nelle piante


La sostanza silicea possiede una funzione fondamentale legata all’aspetto della struttura dei vegetali. Così come è altrettanta importante la funzione spirituale di questa matrice,
La natura cristallina della silice, nelle sue forme finissime, ne determina la finalità: questa sua struttura capta le emanazioni dei pianeti lontani, aprendo contemporaneamente l’essere della pianta, ne stimola i sensi e li rende capaci di interpretare le energie cosmiche che hanno origine da Marte, Giove e Saturno. Steiner teorizza che sono proprio le influenze dei grandi pianeti esterni a presenziare allo sviluppo delle sostanze vegetali e animali, affinché queste si trasformino in alimento per l’uomo e gli altri animali.


I coralli e la vita delle piante


Il calcare è una roccia che si è formata principalmente a causa della successiva stratificazione di una immane quantità di gusci e scheletri calcarei derivati dalla morte di esseri viventi e accumulatisi sui fondali marini ed è molto interessante scoprire tre esempi dei differenti stadi di questo meraviglioso processo.
Le melme formate dai gusci dei molluschi Foraminiferi coprono oggi il 37,4% del fondo del mare (circa il 25% dell’intera superficie terrestre) a testimonianza di come il processo sedimentario continui nel tempo.
I coralli costruiscono intere scogliere di calcare dove, sugli scheletri degli organismi morti, si insediano nuovi organismi vivi in un intreccio infinito. Gli strati di roccia calcarea Muschelkalk, nell’Europa centrale, sono un imponente esempio fossile di rocce costituite dai resti di conchiglie e molluschi.
Questa stratificazione originaria costituisce un’importante matrice, anche se contribuisce a meno dell’1% della composizione della crosta terrestre e ne spiega la funzione teorizzata da Steiner per gli equilibri delle piante.
Luna, Venere e Mercurio generano quelle energie cosmiche che governano le forze intime di riproduzione, di accrescimento e di conservazione delle piante. La sostanza calcarea accoglie queste energie e le rende disponibili per il mondo vegetale. L’energia organica solidificata e stratificata nella sostanza calcarea è il tramite per generare nuova energia vitale negli esseri viventi.

*Steiner R., Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura, Ed. Antroposofica, Milano, 2009

La foto del titolo è di Gert Altmann da Pexels

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