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Le vie del Tè
"Il tè si beve per dimenticare il frastuono del mondo" (T’ien Yi – Heng)

Nessuno potrebbe mai credere che nel mondo, ogni giorno, vengano consumate circa 27 milioni di tazze di tè e che questa bevanda sia seconda solo all’acqua.
Il tè, in origine, nasce da un’unica pianta, dai fiori bianchi e con foglie lucide e verdi: la Camelia sinensis, madre di tutte le specie di tè che esistono al mondo.
Il popolo cinese è stato il primo ad assumere e ad apprezzare il tè come bevanda poco più di duemila anni fa; in seguito, si è diffuso in Giappone per opera dei monaci buddisti fino a diventare parte integrante della cultura e delle tradizioni di questo paese.

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Diffusione del tè in Europa


Intorno alla fine del 1500, la bevanda dorata fece la sua comparsa in Europa, importata dai mercanti portoghesi e britannici che, nell’Ottocento, concluso il monopolio commerciale con la Cina, ne sottrassero con mezzi illegali, all’insaputa di Pechino, piante di tè che cominciarono a coltivare nelle loro colonie, a partire dal sub-continente indiano per arrivare in Africa e, più precisamente, in Kenya.

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Varietà, lavorazione e proprietà benefiche del tè


Dai tempi della scoperta della Camelia sinensis, sono state create innumerevoli varietà di tè sia di origine indiana sia cinese, che dipendono dalla raccolta e dalla lavorazione; le tipologie di base sono tre: tè bianco, tè nero e tè verde. Il bianco è costituito dalle foglie giovani e dalle gemme; le stesse che si utilizzano anche per il nero: per ottenerlo vengono sottoposte a un processo di fermentazione prima e poi di tostatura. Per il tè verde, invece, le foglie vanno cotte a vapore ed essiccate. A questi, va aggiunto l’Oolong le cui foglie sono parzialmente fermentate e di seguito anch’esse essiccate.

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Forme del tè


Forse non tutti sanno che il tè non si presenta solo in foglie, ma può anche essere in polvere, pressato e confezionato in panetti, meglio in brick (mattoni) finemente istoriati e illustrati; le immagini impresse, un tempo servivano a indicare il luogo di provenienza della mattonella. E, sempre a proposito delle delizie e delle varianti che offre questa bevanda, per chi ama i gusti particolari ed “esotici”, è assolutamente da assaggiare il bò cha, tè tibetano al burro di yak, salato, molto energetico e ricco di proteine.
La tendenza per il futuro prevede i fermentati e i giapponesi, ma per saperne di più si consiglia di visitare il Festival del Tè che si tiene ogni anno a Bologna.
È scientificamente provato che per le sue proprietà, il tè porti benefici all’organismo di chi lo beve, vediamone i più importanti: aiuta a proteggere il cuore, regola la pressione e riduce il colesterolo cattivo. Alcuni ricercatori sostengono anche che chi abitualmente assume tè verde tenda a vivere più a lungo.


Come si prepara un buon tè


Infine, alcuni suggerimenti per una buona tazza tè: prima di tutto non acquistare tè di poco prezzo, di solito è importato illegalmente e contiene residui nocivi per la salute. Se possibile, cercare un prodotto non troppo vecchio perché, pur essendo sempre di sapore gradevole, col passare degli anni perde molte delle sue qualità. Da ultimo, utilizzare tè in foglie, non in bustine, per poterne apprezzare pienamente il gusto.
La ricetta per un buon tè? Eccola: la temperatura dell’acqua per le varietà delicate deve essere di 75° e per quelle nere, invece, tra gli 80 e i 95 gradi, lasciare in infusione per cinque minuti, in modo da permettere che i polifenoli, ottimi elementi per il nostro benessere, passino dalle foglie all’acqua.
A conclusione di questo lungo percorso tra le qualità di tè, il suo uso e i rituali di cui è stato ed è ancora il protagonista indiscusso, ecco il più divertente, irresistibile tea party della storia del cinema:


Il canone del tè o l’arte di preparare il tè


“Per placare la sete si beve acqua, per dare conforto alla melanconia si beve vino, per scacciare la sonnolenza e il torpore si beve il tè”. Con queste parole, Lu Yu ci invita alla degustazione della fragrante bevanda ambrata.
Lu Yu è vissuto tra il 733 e l’804 nella Cina della dinastia Tang, vero pilastro portante e insostituibile nella storia del tè. Ecco come ce lo presenta nella prefazione al libro “Il canone del tè” Marco Ceresa che ha curato l’edizione del volume:
“Si vestiva semplicemente, come un contadino. Abitava in una capanna nei boschi ed era un tipo originale. Eppure, è diventato un dio: il dio del tè. E la sua opera, il più importante libro al mondo sul tè”.
È un personaggio dalla vita avventurosa e romanzesca, ricca di aneddoti, che sconfina quasi nella leggenda. Trovato sulla riva di un fiume da un monaco, viene allevato in un monastero; di indole vivace e molto intelligente, a soli nove anni scrive già saggi. Ma ben presto, stanco della vita monastica, fugge per seguire una compagnia di guitti girovaghi. Lascia anche questi, diventa un grande poeta e un insigne letterato e, intorno ai 27 anni, si ritira per un lungo periodo nei boschi per vivere come un eremita, ricevendo esclusivamente visite di monaci buddisti e di eminenti letterati. La sua esistenza si conclude nella città di Jing Ling. Per la fama e la popolarità raggiunte, dopo la sua morte, viene venerato come il dio del tè.

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Chajing


Lu Yu ha prodotto innumerevoli testi letterari, ma il suo capolavoro è sicuramente il Chajing ovvero la “bibbia” del tè, letteralmente cha significa tè e jing significa libro importante, quasi sacro ed è il più antico e autorevole testo nell’ambito della teistica e la base di tutta la cultura in questo campo sia in Cina sia in Giappone.
In questa opera ne vengono descritte in maniera rigorosa le origini, la coltivazione, la raccolta, la lavorazione, la preparazione e la degustazione, per concludere con la letteratura che narra dell’inarrivabile arte di preparare l’infuso dorato.


Gli strumenti per la preparazione del tè


Gli strumenti per preparare e degustare un infuso perfetto sono numerosi, non è necessario utilizzarli sempre tutti, ma ci si servirà solo di quelli adatti alle circostanze ovvero il luogo dove ci si riunirà e le persone che parteciperanno. Se sono nobili, letterati e monaci di rango, l’uso di tutti gli utensili è d’obbligo. Ma, il Chajing va oltre l’etichetta e le formalità, perché tutti i personaggi che si presenteranno, altolocati o contadini, dovranno perseguirne l’insegnamento e il fine: la ricerca della perfezione, insita negli elementi essenziali (alla preparazione n.d.r.):
“l’acqua, il fuoco, il legno, il metallo e la terra (ovvero gli ingredienti e gli strumenti) e – nel loro equilibrio (i procedimenti). Solo così è possibile riprodurre nel piccolo universo di una tazza di tè l’ordine che governa il cosmo” (ibid.)

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Lu Yu

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