Da Rudolf Steiner a oggi: Le mutazioni dei sistemi di produzione agricola 

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La cultura della coltura. Ottenere frutta e vegetali liberi dalla chimica delle multinazionali. Ritrovare le proprie tradizioni agricole e scoprire i Padri dell’agricoltura vera. Anche per chi non li conosce, sono una lettura illuminante.

Tracciamo il cammino dell’agricoltura sostenibile

È tempo di ricostruire e raccontare la storia dell’agricoltura sostenibile per restituirle la sua identità e consolidarne il cospicuo patrimonio di tradizioni, esperienze e conoscenze, attraverso il lavoro dei suoi protagonisti principali: Rudolf Steiner,  Masanobu  Fukuoka, Bill  Mollison, Alfonso Draghetti e Miguel A. Altieri.

Ognuno di questi pensatori, ricercatori, agronomi si è preoccupato di trovare una metodologia necessaria, perché la terra rimanga sempre una risorsa fondamentale per il sostentamento dell’uomo, non venga depauperata e con essa tutto il pianeta, negando un futuro di speranza e di benessere ai propri figli. 

Per una agricoltura che fa bene al clima è importante mettere a frutto l’eredità lasciata da quei Padri fondatori, progredire nella ricerca per creare una innovazione senza sfruttamento e degrado.  

La cultura armonica

Rudolf Steiner (1861-1925), considerato il padre dell’Antroposofia ha definito, attraverso i suoi lavori, i principi della filosofia della cultura armonica.  

Antroposofia, dal greco: “sapienza dell’uomo”, era già stata oggetto di riflessione da parte di alcuni filosofi del diciassettesimo secolo e di quello seguente. 

Rudolf Steiner ne riprende il concetto e lo ridefinisce in modo più preciso come: “una via della conoscenza che tende a condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo” (Steiner R. Massime antroposofiche), il tutto basato su un grande rigore scientifico e matematico. 

Rudolf Steiner, una vita

Laureato in filosofia, uomo di genio, dalla mente fertile e brillante, Steiner era un insigne studioso che riusciva sempre a sorprendere il suo pubblico per la vastità di conoscenze approfondite e dettagliate, acquisite in ogni campo dello scibile umano. Per alcuni anni fu membro attivo della Società Teosofica, dalla quale si allontanò per divergenza di idee.  

Nel 1913 fondò la Società Antroposofica e dieci anni dopo, durante il convegno di Natale del 1923, alla presenza di centinaia di partecipanti giunti da molti paesi, pose la prima pietra della Società Antroposofica Universale. 

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Insegnante e conferenziere, Steiner fu autore di numerosi libri e tenne in tutto il mondo migliaia di conferenze per sostenere e dimostrare, anche con il supporto di esperimenti pratici, come l’antroposofia fosse una “sorgente ispiratrice” di tutte le attività umane e come tutto l’universo e la natura ne fossero compenetrati.  

Sulla base dei principi dell’antroposofia, indagò e studiò ogni possibile campo della conoscenza umana a lui noto, soprattutto le scienze agronomiche. Analizzò a fondo l’agricoltura e la riproduzione delle sementi alla luce di idee innovative e trasversali che stimolarono nuove sperimentazioni nella ricerca, aiutato anche dagli scritti scientifici di Goethe, che era giunto a numerose scoperte nel campo scienze come la botanica. 

La nascita dell’agricoltura biologico-dinamica o  biodinamica

Il primo passo verso quella che sarà definita agricoltura biologico-dinamica o biodinamica venne compiuto nel 1922. Due giovani naturalisti gli chiesero come fosse possibile applicare proficuamente in agricoltura i principi antroposofici ai processi e ai ritmi della vita vegetale.

Steiner rispose esemplificando la sua teoria con dimostrazioni pratiche sulla composizione di ingredienti vegetali che, integrati ai concimi naturali, li avrebbero resi più efficaci. 

Allo stesso modo aiutò con successo, con consigli specifici, un agricoltore che voleva coltivare i suoi terreni senza l’impiego di concimi chimici. 

I concetti e le linee guida che compongono la struttura del metodo biologico-dinamico furono presentati durante lo svolgimento del Corso di agricoltura, tenuto da Rudolf Steiner a Koberwitz, presso Breslavia, ospite del conte Keyserlingk (giugno 1924). Qui, rivolgendosi a una platea di agricoltori antroposofi espose, in otto conferenze, i fondamenti dell’agricoltura biodinamica e con essi le linee guida del futuro dell’agricoltura sostenibile. 

I principi della agricoltura biodinamica

Secondo Steiner, l’osservazione è il punto focale di ogni tipo di conoscenza del mondo reale e, soprattutto, per quanto riguarda l’agricoltura, è di fondamentale importanza osservare nel modo più profondo e più ampio possibile tutti i fenomeni naturali a essa connessi: la vita delle piante, degli animali e persino di tutta la Terra, per poter riconoscere l’armonia che esiste tra la visione del mondo spirituale e la conoscenza del mondo materiale.

È un’immagine della natura del tutto singolare, dove si distinguono due specie diverse di forze, dette forze formatrici: quelle terrestri e quelle cosmiche. Entrambe interagiscono con il suolo, l’acqua, l’irraggiamento solare, la vita animale e lo sviluppo delle piante. Alle forze terrestri sono soggetti tutti gli eventi legati alla crescita e alla produzione di sostanze, mentre le forze cosmiche presiedono a quelli legati alla maturazione e alla fecondazione. 

Questa polarità è sempre in essere tra la vita delle piante, della terra, del cosmo e, in maniera minore, è visibile negli animali, quindi non si può parlare di agricoltura senza riferirsi a essa.

Chi opera in questo settore deve organizzare la propria vita pratica e le proprie attività con uno sguardo aperto, tenendo conto di ogni stimolo proveniente dall’universo. 

L’influenza dei pianeti 

Anche se di non immediata comprensione, la teoria di Steiner afferma che non tutti i pianeti esercitano lo stesso influsso sull’attività terrestre. Alcuni sono indicati come pianeti interni, gli altri sono definiti esterni e favoriscono entrambi un certo tipo di funzioni differenti. Per esempio, i pianeti esterni Marte, Giove e Saturno, attraverso il silicio, elemento molto importante contenuto nel terreno, agiscono sulla vita delle piante. Allo stesso modo i pianeti interni Luna, Mercurio e Venere intervengono sulla vita animale e di nuovo sulla vita delle piante, attraverso l’elemento calcareo. 

E ancora, vi sono determinati colori legati all’azione di questi pianeti. Il colore di ciascuna parte di ogni pianta, fiore, frutto o foglia fa percepire la presenza della forza di un particolare pianeta. Per quanto riguarda invece gli animali, la luce e il calore del sole e i raggi riflessi del chiarore della luna, a seconda dell’esposizione dell’animale alle loro emanazioni, determina un susseguirsi di relazioni con la loro conformazione scheletrica, la forma della testa, la postura degli arti, il tutto in un eterno continuo di armonia cosmica e universale, dove dietro al caos apparente, nulla è casuale. 

Lo scopo dei complessi insegnamenti di Steiner nel loro insieme è questo: un’azienda agricola raggiunge il suo obiettivo quando soddisfa interamente il fabbisogno interno e non necessita di alcun apporto esterno per qualsiasi tipo di esigenza, diventando un’entità a sé stante, autonoma.

Tutti gli sforzi e tutte le energie del lavoro collettivo devono puntare in questa direzione, perché “un’azienda agricola sana dovrebbe poter generare in se stessa tutto quanto essa richiede” (Steiner R. Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura).  

A distanza di molti anni, i principi e gli insegnamenti di Rudolf Steiner hanno dimostrato e confermato la loro efficacia e sono tuttora validi.  

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Il Goetheanum, centro per l’Antroposofia, a Basilea. Fu progettato da Rudolf Steiner in omaggio allo scrittore e scienziato Wolfgang Goethe

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