Il soffione della speranza

L’equilibrio della Terra – Il Premio

Un libro esemplare che evidenzia l’azienda agraria, “cuore pulsante e vitale del rapporto tra Uomo e Natura”

“RED ALERT”

Dall’ultimo articolo che ho scritto è trascorso più di un anno e per l’ambiente e la sua salvaguardia sono in vista, per il futuro, pessime decisioni e, tra queste, l’idea serpeggiante di affossare definitivamente il Green Deal. In questa visione generale grigia e deludente, è accaduto un fatto che mi ha ridato un po’ di fiducia, molta soddisfazione e che mi ha molto gratificato.

Il 19 giugno 2024 ho ricevuto l’invito a partecipare al VII° Concorso Letterario Internazionale G. A. CIBOTTO 2024

Ero molto dubbiosa, perché nel caso avessi accettato, avrei sicuramente inviato il file del mio lavoro “L’equilibrio della Terra I Padri fondatori dell’agricoltura biologica”, ma non ero convinta che l’argomento dell’opera potesse avere un qualche appeal per i giudici.

Breve sinossi del libro in concorso

La salvaguardia del pianeta Terra è di fondamentale importanza per me e mi sta molto a cuore, specialmente in questo momento storico, in cui se ne parla molto, soprattutto quando si verificano catastrofi meteorologiche come la siccità, le alluvioni, le epidemie negli allevamenti o la temutissima moria di api, che creano disastri inenarrabili e mettono letteralmente in ginocchio paesi interi.

Quando si tratta di trovare soluzioni a tutti questi disastri, di fronte alle drastiche e necessarie misure da mettere in campo, che comportano sacrifici anche in termini economici per salvaguardare e sanare situazioni drammatiche di inquinamento, cambi climatici e altro, si vedono governanti che cominciano a sguazzare in un mare di compromessi per salvare capra e cavoli e soprattutto per non scontentare gli interessi di grandi gruppi alimentari, multinazionali e le potenti associazioni agricole.

È un tema sempre molto dibattuto che nessuno può permettersi di ignorare e io, con i miei coautori Clementina Cantàfora e Marco Rusconi, l’ho voluto affrontare con un’ottica particolare, prendendo come spunto l’agricoltura biologica per ricostruire la memoria di quei personaggi, pensatori, filosofi e tecnici, che hanno dato vita, ciascuno secondo il suo pensiero e le sue competenze, a un nuovo modo di intendere l’agricoltura con un metodo applicabile e ancora oggi innovativo se non, in certi casi, addirittura rivoluzionario e certamente non favorevole a un’agricoltura intensiva o estrattiva.

I Padri fondatori dell’agricoltura biologica

Rudolf Steiner, Masanobu Fukuoka, Bill Mollison, Alfonso Draghetti e Miguel A. Altieri rappresentano il fondamento di questa “rivoluzione” come afferma Masanobu Fukuoka, legata a un “filo di paglia” e di questi, che io ritengo i Padri fondatori, ho voluto raccontare l’operato, gli studi, le teorie e la loro applicazione, per mantenere appunto l’equilibrio e di conseguenza la salvaguardia del nostro pianeta.

Il premio

Invio il file dell’opera e non ci penso neanche più. A pochi giorni dalla premiazione, vengo informata che sono nella rosa dei prescelti e sono invitata a presenziare alla consegna dei premi, sorpresa e contenta, mi accordo per raggiungere la location.

Il 22 settembre, giorno fatidico della premiazione, sveglia all’alba per incontrare chi mi avrebbe accompagnato a destinazione, con appuntamento alla stazione di Rovigo, la meta il teatro Ballarin a Lendinara, detta anche “piccola Atene del Polesine” un vero gioiello del neoclassico.

La platea era gremita, il pubblico silenzioso e in attesa del verdetto. Dopo i saluti di rito, le parole di benvenuto della presidente Angioletta Masiero e la presentazione dei membri della giuria e del Comitato d’onore, un vero parterre de roi, vengono distribuiti per primi i premi per la narrativa e mio fratello e io, con il brand di Fratelli narratori, riceviamo il Premio della Giuria per la nostra raccolta antologica “Mémoires et melanges”, era quasi un conferimento annunciato, perché si tratta di un libro un po’ fuori dagli schemi, scritto a quattro mani, simile a una sonata al pianoforte.

Ma ora, è arrivato il mio momento, siamo alla sezione “Saggi”, non so cosa aspettarmi. Il tempo passa, la presidente sciorina come in un rosario titoli e autori e io, a ogni nuova chiamata, sento che non riceverò proprio un bel niente e così pian piano mi rassegno, perché quanto più ci si avvicina al podio, tanto più le mie speranze scemano.

Siamo ormai all’assegnazione finale, la mia delusione serpeggia sempre più, sottile e insistente, ma la voce squillante di Angioletta Masiero, mi richiama alla realtà: “Terzo premio assoluto per l’opera “L’equilibrio della Terra I Padri fondatori dell’agricoltura biologica” va a Maria Cristina Cantàfora!”. Mi riprendo dal fondo della mia rassegnazione ed emozionatissima vado verso il tavolo della giuria, mentre il cuore mi batte come un tamburo, rivolgo un pensiero di gratitudine ai miei coautori, che per motivi diversi non sono presenti.

Questo riconoscimento per me rappresenta una enorme gratificazione e un grande onore, ma soprattutto è la dimostrazione che la battaglia che sto conducendo fin dal 1992 per la salvaguardia e la salute dell’ambiente è un tema cruciale, di grande rilievo, ben presente e sentito, è una questione di civiltà.

From farm to fork

L’obiettivo richiesto dalla strategia From farm to fork di raggiungere entro il 2030 il 25% di SAU (superficie agricola utilizzata) bio per l’Italia è un traguardo importante e sempre più vicino; infatti, secondo i dati SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) è del 19,8% alla fine del 2023, con un incremento del 4,5% rispetto al 2022.

In Italia, l’aumento dell’agricoltura biologica si evince anche dall’andamento del mercato rispetto alle vendite alimentari che hanno superato i 5 miliardi di euro, nonostante i quattro milioni di tonnellate di pesticidi utilizzati all’anno, questo dimostra la volontà dei consumatori di trasformarsi in utilizzatori consapevoli del cibo, sempre più attenti alla propria salute e al proprio benessere.

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